Dentifrici scarsamente efficaci contro la perdita di smalto. Lo dice una ricerca

Berna. Nel corso degli anni, più e più dentifrici sono stati immessi sul mercato al fine di risolvere uno o altro problema dentale, con particolare attenzione all’ipersensibilità dentinale e all’erosione dentale. Comunque, un nuova ricerca dimostra che su nove dentifrici analizzati, nessuno era in grado di mitigare la perdita di smalto superficiale, fattore chiave nell’erosione dentale e nell’ipersensibilità dentinale.

Condotta all’Università di Berna (Svizzera) con la partecipazione di un borsista della São Paulo Research Foundation, la ricerca ha analizzato otto dentifrici dichiarati anti erosivi e/o desensibilizzanti e uno di controllo/campione, tutti disponibili nelle farmacie brasiliane ed europee.

Per diventare ipersensibile la dentina dev’essere esposta con tubuli aperti e l’erosione ne è una delle cause, dice la ricerca. «Di qui l’analisi di dentifrici che affermano di essere antierosivi e/o desensibilizzanti» afferma il principale autore dello studio, Samira Helena João-Souza, ricercatrice presso il Dipartimento di Odontoiatria conservativa della Scuola di Odontoiatria dell’Università di San Paolo (Brasile).

Per simulare l’effetto sullo smalto dentale dello spazzolamento per 5 giorni consecutivi (una volta al giorno) tramite una soluzione acida, la ricerca ha utilizzato premolari umani, saliva artificiale e uno spazzolino elettrico. L’analisi è consistita nella pesatura delle particelle abrasive dei dentifrici, misurandone la dimensione e valutando la facilità con la quale il dentifricio mescolato alla saliva artificiale poteva espandersi sulla superficie dentale.

Secondo i risultati, tutti i dentifrici analizzati avrebbero causato una progressiva perdita di superficie dentale in un periodo di cinque anni. «Nessuno era migliore di altri. Il test ha mostrato che alcuni causavano minor perdita di superficie rispetto ad altri. Statisticamente erano tutti simili, esistevano differenze solo nei numeri» dice il co-autore dell’articolo, Ana Cecília Corrêa Aranha relatore nel dottorato di João-Souza.

Gli autori dell’indagine sottolineano come questi dentifrici svolgano certamente una funzione, ma che dovrebbero essere utilizzati solo come complemento e non come trattamento dentifricio completo. Secondo João-Souza, almeno tre fattori sono richiesti per un approccio globale: la prescrizione di un dentista, l’uso di un dentifricio appropriato e un cambiamento di stile di vita. «L’erosione dentale è multifattoriale – dichiara – Nulla a che fare con lo spazzolamento e soprattutto con la dieta. Cibi e bevande stanno progressivamente diventando più acidi, come emerge dall’esame dei processi industriali». «Si sta lavorando ad altri studi correlati alla dentina – aggiunge Aranha – dato che nessuno di questi dentifrici è stato trovato in grado di prevenire l’erosione o l’ipersensibilità, che è causa di problema».

Intitolato “Chemical and physical factors of desensitizing and/or anti-erosive toothpastes associated with lower erosive tooth wear” lo studio è stato pubblicato il 20 Dicembre 2017 sullo Scientific Reports journal.

 

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Fonte: Dental Tribune